Bilancio di sostenibilità: a chi si rivolge e quando è obbligatorio
A chi si rivolge il bilancio di sostenibilità
I principali destinatari del bilancio di sostenibilità sono:
- Investitori istituzionali: sempre di più includono gli aspetti ESG nel processo decisionale, entro il 2030, circa il 95% degli AUM, locuzione finanziaria che denota il valore di mercato di tutti i fondi gestiti da un’istituzione finanziaria per conto dei propri clienti o investitori, dovranno incorporare i criteri ESG;
- Fondi di private equity: prima di ogni decisione di investimento eseguono la due diligence. In particolare vengono intraprese azioni ad hoc sono per società in portafoglio con un profilo ESG debole;
- Agenzie di rating: il rating ESG è spesso un criterio vincolante per accedere a specifici mercati azionari;
- Organi di regolamento: si registra un aumento degli obblighi di divulgazione sulle politiche e sui rischi ESG delle aziende;
- Clienti: sempre di più sono disposti a pagare un prezzo maggiore per prodotti/marchi sostenibili ed etici
- Dipendenti: il profilo ESG è critico per attrarre e trattenere talenti in azienda.
Quando è obbligatorio per le aziende pubblicare il bilancio di sostenibilità?
Secondo il d.lgs. n. 254/2016, che recepisce la direttiva europea 2014/95/UE, la rendicontazione non finanziaria è obbligatoria per i soggetti che soddisfano i seguenti criteri:
- Essere una grande azienda (fatturato annuo superiore a 40 milioni di euro o totale dello stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro dalla data di chiusura del bilancio);
- Avere più di 500 dipendenti in media durante l’anno;
- Essere un’entità di interesse pubblico, ossia società quotate, istituti di credito, compagnie di assicurazione o altre imprese considerate tali dalla legislazione nazionale per la loro natura, attività, dimensione o forma di business
Il bilancio di sostenibilità sarà obbligatorio per tutte le PMI?
Per il resto delle aziende, la rendicontazione finanziaria è attualmente volontaria. Tuttavia, il bilancio di sostenibilità è altamente raccomandato anche per questo tipo di imprese, in quanto possono trarne diversi benefici. È inoltre importante ricordare che secondo quanto emanato dalla Direttiva UE 2022/2464 che modifica il regolamento (UE) n. 537/2014, la direttiva 2004/109/CE, la direttiva 2006/43/CE e la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la rendicontazione societaria di sostenibilità, a partire dal 2024 la rendicontazione di sostenibilità diventerà obbligatoria per tutte le aziende con più di 250 dipendenti, un fatturato maggiore di 50 milioni di euro e un bilancio annuo di almeno 43 milioni. Oggi sono più o meno 200 le aziende in Italia soggette all’obbligo di rendicontazione, ma si prevede che con questa direttiva l’obbligo sarà esteso ad oltre 6.000 PMI italiane.



